Il quadro politico attuale si presenta in un momento storico contraddistinto da una delle più gravi e profonde crisi di sistema che ci pone di fronte ad un passaggio epocale e traumatico, una crisi destinata a cambiare la nostra vita e quella dei nostri figli e ad incidere sui nostri comportamenti individuali e sulle relazioni sociali.
I partiti della sinistra-sinistra non sono più presenti in parlamento e sono sempre più frammentati tra di loro e se ancora ci si pone il problema di cosa e come fare per renderci visibili, bisogna che tutti, e mi rivolgo a chi vuole finalmente impegnarsi seriamente per una alternativa a questo governo con un programma finalmente di sinistra si uniscano in un unico movimento plurale ma senza aggettivi, Nichi Vendola ci sta provando assieme a militanti delle diverse forze della sinistra tra cui individui senza partito, di diverso aspetto ma impegnati sul territorio a livello culturale e sociale o nel lavoro sindacale, nel nuovo e disarticolato e complesso mondo dei lavori e della precarietà, in quello del volontariato, delle tante battaglie per i diritti sociali e civili, per la laicità dello stato, per la difesa della scuola pubblica.
Il percorso è quello di far rivivere la sinistra sperimentando nuove pratiche sociali e nuovi modi e forme di fare politica per dar vita ad un processo aggregante e partecipato per accumulare sui territori nuove energie e raccogliere quel complesso intreccio e di sensibilità per il recupero culturale di una sinistra dilatata e disseminata, questa sinistra unita deve essere portatrice di nuove idee, di essere alternativa e autonoma ma di essere capace di promuovere alleanze ed unità per contrastare il cammino della destra. Una forza che accetta la sfida del governo ogni qualvolta si presentano le condizioni di agibilità politica per costruire progetti, programmi e percorsi politici istituzionali favorendo momenti di incontro sociale, solidale e unitario ricercando un dialogo che possa tradursi in iniziative comuni per cambiare la vecchia politica ed il suo linguaggio, bisogna dare delle risposte credibili alla complessità delle sfide epocali–globali cercando le soluzioni per una prospettiva di vita e di lavoro concreta e stabile, per una necessità di futuro e di sicurezza, di valori da ricostruire, di relazioni sociali da reinventare e di una idea di libertà di uguaglianza e di tolleranza che appare sempre più distorta, dal declino di una civiltà che sta negando futuro e speranza.
Il limite, l’errore fondamentale della sinistra italiana lo conosciamo tutti : non è riuscita ad andare oltre le dispute interne. La sinistra politica non ha bisogno di tifoserie contrapposte che si urlano facili slogan ed offese.
L’augurio che da subito la «sinistra» si ritrovi per riappropriarsi della politica, quella vera!


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