2009-10-16


"FIOM: IL SINDACATO"
...ed ora referendum!


…Uil e Cils non più affidabili!

Ormai TUTTI i contratti nazionali di lavoro dovrebbero passare al vaglio dei lavoratori, è ormai appurato che tra le tre sigle storiche sindacali non esiste più sintonia e che la speranza di un recupero di CISL e UIL è ormai giunto al termine, è chiaro che Cisl e Uil si stanno muovendo per ambire ad essere i soli rappresentanti dei lavoratori, se ne fregano delle assemblee e non accettano neppure il referendum finale sulla bozza di accordo perchè se fosse respinta la loro linea, dovrebbero ritirare la firma.
Questo il loro limite e le loro paure, il confronto con i propri rappresentati e delle procedure democratiche.




2009-10-08

OP's








2009-10-04


PASSA LO SCUDO FISCALE

...anche grazie a loro!

2009-09-23


"La ritrovata identità del manifesto"


di sergio falcone

«Collaborazionista», «venduto», addirittura «trasandato», scrive una lettrice chic appena uscita dalla boutique di Prada col manifesto sotto il braccio. Contro Sansonetti si rincorrono nel web epiteti e improperi pieni di livore dopo la sua partecipazione alla puntata di Porta a porta con Berlusconi protagonista, boicottata dall’opposizione Repubblica in testa e tutti gli altri dietro. I più scatenati sono però i lettori del manifesto. Otto pagine d’insulti a corredo di un’invettiva di Tommaso Di Francesco e una vignetta del laido Vauro sul Sansonetto di peluche. Ma Vauro l’ha mai fatta una vignetta contro Di Pietro? E come ha fatto a frequentare Anno zero senza aver mai detto una parola su un personaggio come Travaglio? «Barbuto e capelluto (troppo capelluto)», aggiunge un altro lettore che forse vuole insinuare una complicità tricologia (di trapianti) tra Berlusconi e Sansonetti. Più sotto, «A questo punto nessuno mi toglie dalla testa che Piero per fare il suo L’Altro si sia fatto aiutare da quell'altro», e vai con il comprato più ancora del venduto. E poi «Comunista civilizzato», «salottiero», «spalla di Berlusconi», «disertore», «trasformista», «voltagabbana». Dulcis in fundo: «Affossatore dell’Unità e di Liberazione» (sic). Ma non basta, il povero Piero è da esecrare perché ha osato attaccare «Ballarò di Floris, trasmissione del Pd». Capito? Leggono il manifesto, guardano Ballarò, ascoltano Sabina Guzzanti, adorano Anno zero, ridono con Vauro, votano Di Pietro e pensano d’essere pure comunisti. Tutto si tiene nonostante le stridenti contraddizioni. Ma chi sono i lettori del manifesto? La domanda è molto seria perché in genere uno compra il giornale nel quale si riconosce. Insomma se questo tipo di lettori si rispecchia nel manifesto, che cosa è mai quel giornale che ancora porta sotto la testata quotidiano comunista? Ma a pensarci bene la domanda va estesa a tutta la sinistra cosiddetta radicale, insomma quella a sinistra del Pd, perché contraddizioni del genere si registrano tranquillamente tra i lettori di Liberazione e anche de L’Altro. Anzi, su queste stesse pagine capita di leggere interventi di Maurizio Zipponi (entrato nell’Idv) e commenti, ultimo quello di Nanni Riccobono, che delineano positivamente la svolta «operista di Di Pietro» (così è stata definita), come se non si trattasse dell’ultimo e forse definitivo colpo mortale inferto a quel che resta dei ruderi della sinistra. Il populismo penale, la ferocia sicuritaria dell’Idv, si concilierebbero con un discorso attento ai ceti sociali più deboli, anzi ne rappresenterebbero la svolta progressista. Nemmeno ci si accorge dell’impasto peronista che una linea politica del genere riassume. Una specie di leghismo di sinistra. Quello che altrove chiamano l’alleanza rouge-brun. Siamo al grado zero della chiarezza ideologica. Lasciamo stare la teoria sociale e politica che ormai trovano cittadinanza solo nei tink tank della destra. Siamo al patchwork insulso, ad una melassa confusa. Ci si scanna reciprocamente travolti da risentimenti, alla ricerca di un colpevole, di un capro espiatorio su cui far ricadere la colpa, il tradimento della causa, senza accorgersi che alla fine questo popolo diviso, e sempre più residuo, s’assomiglia terribilmente. Quanto a Sansonetti, forse ha sbagliato ad andare a Porta a porta sopravvalutando le sue forze. Cosa mai poteva fare in un programma dove sono ammessi due soli brevi interventi, quando al premier veniva concessa la parola per ore? Forse togliersi le scarpe e tirargliele, come qualcuno ha suggerito. Ma a parte che era in collegamento, ognuno ha il suo stile. E quello di Piero – chi lo conosce lo sa – è da scuola del vecchio Pci. Compassato ed elegante. Tuttavia questo tipo di perplessità non va confusa con le accuse di collaborazionismo lanciate nei suoi confronti. Possibile che non si riesca a concepire un’azione autonoma della sinistra, ma si debba sempre finire col rincorre gli ordini che vengono da certi salotti della borghesia ostili al blocco di potere berlusconiano? Non si va a Porta a porta perché l’hanno deciso loro? E chi se ne frega! Chi parla di alleanze è velleitario, in realtà la sua è solo sudditanza. Oggi che la sinistra è invisibile, appiattirsi vuol dire scomparire definitivamente. Ci si allea quando si è forti e si ha potere di condizionamento, altrimenti ci si accoda soltanto. Sansonetti ha agito facendo leva su un’idea forte di autonomia politica e culturale che nella sinistra è smarrita. Autonomia, ricerca indipendente di una via che non passi per De Benedetti, Agnelli e compagnia. I quotidiani della sinistra comunista e radicale sono morti quando sono diventati degli inserti di Repubblica.



2009-09-21


"L'élite di merda"


…e il populismo secondo il “Brunetta pensiero”

“Ci sono élite irresponsabili che stanno preparando un vero e proprio colpo di stato (..) Sono sempre le solite: quelle della rendita parassitaria, della rendita burocratica, della rendita finanziaria, della rendita editoriale, senza alcuna legittimazione democratica e popolare. Questa sedicente élite che ha la puzza sotto il naso, che ci spiega sempre come va il mondo, ha pensato solo a come far cadere il governo.. (..) che guarda caso cominciava a colpire proprio le casematte della rendita. (..) La povera sinistra sarebbe nata con altri scopi e invece si fa condizionare da un’élite di merda (..) mi riferisco alle cattive banche, alla cattiva finanza, ai cattivi giornali. (..) Stanno preparando un colpo di Stato”

All’accusa di volgarità il ministro ha replicato dicendo: “non sono un ipocrita, io parlo il linguaggio del popolo”.

MA COS’È UN’ÉLITE?

L’ÉLITE IN OGGETTO, TRATTASI DI UN RISTRETTO GRUPPO DI PERSONE AL QUALE VIENE ATTRIBUITA UNA GENERICA SUPERIORITÀ RISPETTO ALLA RESTANTE PARTE DEL CORPO SOCIALE. QUESTI PRIVILEGI POSSONO ESSERE DI VARIA NATURA, PER CUI ESISTONO ÉLITE CULTURALI, POLITICHE, ECONOMICHE E DI QUALSIASI GENERE.
È EVIDENTE CHE CHI IN QUESTO CASO DENIGRA L'ÉLITE DI CUI LUI NE FA PARTE A TUTTI GLI EFFETTI: BRUNETTA INFATTI È UN MINISTRO CON REDDITO E PRIVILEGI CHE L’UOMO COMUNE NEPPURE SI SOGNA.
MA LA COSA CHE PIÙ RATTRISTA, È QUANTO QUESTA FILOSOFIA DEMAGOGICA FIGLIA DELL’IDEOLOGIA DI MERCATO SI SIA ORMAI RADICATA IN CERTA PSEUDO SINISTRA, DAL CHE SI DEDUCE CHE ESISTE UN’UNICA ÉLITE CHE CONTA VERAMENTE, VALE A DIRE QUELLA CHE CONTA I SOLDI E QUELLA ECONOMICA, IN QUESTO SENSO BRUNETTA HA RAGIONE: L’ÉLITE DI MERDA ESISTE ECCOME, È QUELLA CHE FINGE DI NON ESSERE ÉLITE.

POI RIFERENDOSI AI PARASSITI, DIRE CHE HA TORTO E' UN ERRORE, INFATTI IN POLE POSITION COME MIGLIOR PARASSITA C’E’…BEH, MEGLIO LASCIAR PERDERE.

LE DICHIARAZIONI RELATIVE AD UN COLPO DI STATO INVECE, PARAFRASANDOLE A QUESTA SINISTRA DOVE IL SOLO ED UNICO LORO PENSIERO SAREBBERO QUELLO DI FAR CADERE IL GOVERNO, FRANCAMENTE FANNO ANCHE SORRIDERE,…MA A QUALE SINISTRA SI RIFERISCE IL SIG. MINISTRO? HA FORSE DIMENTICATO CHE NELL’ATTUALE PARLAMENTO LA SINISTRA DI FATTO E DI NOME NON ESISTE PIÙ?...MAH !

MA POSSIBILE CHE ANCHE STANDO AL GOVERNO LA COLPA RICADE SEMPRE SULLA SINISTRA?...FORSE SE NE SENTE LA MANCANZA?




2009-09-11


L'AUTUNNO è INIZIATO


Metalmeccanici verso lo sciopero


Come volevasi dimostrare, il disperato tentativo di Emma Marcegaglia e di Confindustria di ricucire lo strappo con la CGIL, si infrange dopo neppure un’ora di incontro tra le parti.
Al tavolo con le imprese metalmeccaniche i sindacati si presentano con due piattaforme separate. La prima, quella di Fim e Uilm dove rimane fedele all’applicazione del LORO modello contrattuale firmato il 22 gennaio assieme a Governo e Confindustria.
La Fiom invece ritiene non valide queste LORO nuove regole e ne chiede la cancellazione, chiede il blocco dei licenziamenti che stanno falcidiando le imprese e chiede a Federmeccanica di farsi portatrice insieme ai sindacati di una proposta al governo per estendere gli ammortizzatori sociali oltre il limite delle 52 settimane...ormai superato in molte imprese a partire dalla Fiat, propone inoltre la defiscalizzazione degli aumenti salariali contenuti nel contratto nazionale contrariamente alla diminuzione delle le tasse sui rinnovi aziendali proposte dal Governo, al fine – come ha recentemente dichiarato Sacconi – di «differenziare le retribuzioni contrattuali ».

Federmeccanica ha dichiarato non negoziabile le proposte della FIOM aggiungendo che la trattativa proseguirà con FIM e UIL Le quali, si sentono gratificate della scelta confindustriale organica alla loro...e ovviamente, senza preoccuparsi minimamente del giudizio delle parti in causa: "i lavoratori"...evidentemente qualcosa non funziona più in questa unità sindacale,...non ho parole!

Nelle industrie metalmeccaniche si profila, dunque, un accordo separato, il fallimento della trattativa avrà senz’altro conseguenze negli altri tavoli dove sono in corso i rinnovi contrattuali per oltre 10 milioni di lavoratori, incontri nei quali i sindacati si presentano spesso con piattaforme separate.

Prendendo atto del non dialogo confindustriale con la Fiom di Rinaldini, Epifani è costretto a dichiarare che non essendosi colte le aperture della Fiom teme che questo segnale possa essere molto preoccupante per il futuro tra confindustria e mondo del lavoro rappresentato dalla Cgil riguardo future trattative.




2009-09-08

Marcegaglia e la Cgil




Il disgelo che piace tanto al Pd

> LEGGI <


2009-09-01




In Germania "LA SINISTRA"
senza aggettivi aumenta i consensi!


Comє mαι ιn Itαlια иoи є' possιbιlє?


Io so di non sapere,
ma so come sapere!



2009-08-15



La Santa alleanza bipartisan
Attacchi a Vendola con obbiettivi comuni:

"Cacciare Vendola"...ma che tristezza!

LEGGI

2009-08-12




ACCORDO ALLA INNSE
IL POSTO DI LAVORO NON SI ROTTAMA



Oggi possiamo dire che solo attraverso l'unità è la solidarietà dei lavoratori è possibile raggiungere delle vittorie a difesa del lavoro, significativo il risultato ottenuto alla INNSE grazie alle lotte per la difesa del proprio posto di lavoro.
Aria che cambia? E' presto per dirlo, ma sicuramente senza l’unità dei lavoratori questo non sarebbe potuto accadere.



2009-08-06









2009-08-04


La realtà del modello dominante

Il titolare: "Sì a un tavolo senza sindacati(!)"



Presidio permanente della «LORO»fabbrica

Fa caldo e qualcuno è già partito per le vacanze. Davanti ai cancelli della Innse di Via Rubattino però c’è movimento. Già alle sei del mattino arrivano le prime camionette e gli operai di turno nel presidio che va avanti da 15 mesi capiscono subito. “Sono venuti a sgomberarci” . Uno sgombero a sorpresa visto che proprio una settimana fa il consiglio regionale lombardo aveva approvato all’unanimità una mozione per assicurare la continuità produttiva dello stabilimento. Non è servita la mozione a scongiurare l’intervento delle forze di polizia che stavano eseguendo un’ordinanza dello scorso maggio per far entrare in possesso di alcuni macchinari a dei nuovi acquirenti. Silvano Genta, il proprietario della Innse (comprata per soli 700 mila euro) e colui che licenziato da un giorno all’altro tutti i lavoratori nel maggio 2008, aveva venduto una parte dei torni e delle lesatrici a due aziende, che ieri hanno mandato una squadra di lavoratori per smontarli.
I 49 lavoratori della INNSE hanno subito lanciato un appello ad amici e compagni per radunare più gente possibile davanti ai cancelli di Via Rubattino per continuare il presidio. Gli hanno anche tentato di bloccare la circolazione della tangenziale est, ma a quel punto la polizia ha caricato con i manganelli i manifestanti, costringendoli a ritornare davanti alla INNSE. Il presidio è continuato per tutta la notte e continuerà, se possibile, anche nei prossimi giorni. Questa mattina c’è stato un incontro in regione per cercare l’ennesima soluzione all’intricata vicenda della INNSE, in cui molte istituzioni si sono spese a parole, ma nei fatti non è mai cambiato niente.
Nello stabilimento intanto si organizza la resistenza a oltranza,quattro operai sono saliti nelle cabine di alcune gru alte dieci metri, dopo essersi introdotti nello stabilimento intorno alle 11.30, chiedendo che sia fermato lo smantellamento dei macchinari e minacciando in un primo momento di lanciarsi nel vuoto«Rimarremo quassù per tutta la notte e oltre, fino a che non ci sarà una trattativa vera, perché non si può smantellare una fabbrica di queste dimensioni - dice un funzionario della Fiom salito sulla gru assieme ai quattro operai»Una situazione esplosiva, in cui il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini ha chiesto «un incontro e un intervento» del presidente del Consiglio.
da cronache dallo spazio




2009-07-24


Chianciano...un'anno fa



In tantissimi ci eravamo posto molte speranze per una conclusione diversa da quel terribile congresso, qualcuno si sarebbe aspettato di costruire l’unità della sinistra proprio ripartendo da li, invece il partito numericamente più rappresentativo della frastagliata sinistra italiana si è dimostrato peggiore delle aspettative desiderate.
A Chianciano ci fu un clima insopportabile, di netta frattura tra i due blocchi, quasi da imminente scontro fisico, era stato percepito il disprezzo degli uni sugli altri, poi infine, una raffazzonata alleanza di posizioni diverse ha permesso di sconfiggere quella metà del partito che comunque aveva raggiunto la maggioranza relativa del 47 e passa per cento dei voti nei congressi di circolo…senza contare quella percentuale che avrebbe sicuramente portato ad avere la maggioranza assoluta,…appunto di quei voti annullati nella maniera più bieca in quel di Brescia, Roma e Reggio.
Vinse la paura di uscire dal recinto delle proprie certezze, la paura di mettersi in discussione con gli altri, di costruire una concreta alternativa di società, la paura di perdere la propria identità!
Si volle tirare in ballo la “politica dal basso”, “quella sul territorio”, sempre e comunque ripartendo dal rilancio e dalla centralità di Rifondazione Comunista, ma forse, molti di questi compagni non si vollero identificare con quei compagni che trovandosi in mezzo alla gente impegnata anch’essa in comitati o associazioni territoriali senza identità politica era propensa ad accettare con tutta l’evidenza del caso, come fosse cambiato il mondo in questo nuovo secolo e che quindi, non ci fossero necessariamente più bisogno di etichette identitarie per migliorarlo.
L’approvazione di quel famoso documento riuscì a spostare l’orologio del tempo indietro di almeno 30 anni, si volle creare l’illusione che per alleviare la delusione e l’irritazione per i mancati consensi elettorali, l’ora della riscossa comunista era venuta,...e invece no, i risultati sono stati modesti e deludenti, quella metà del partito ormai ridottissima, ha avuto una pesante responsabilità per come oggi si trova tutta la sinistra italiana, questa continua ricerca identitaria non produrrà politica efficace per combattere e sconfiggere la deriva populista mass-mediatica che si mangia tutto intorno a noi.
Le compagne ed i compagni che nel 2008 hanno creduto a questa favola, un giorno capiranno come il tempo continua sempre a scorrere in avanti, con o senza di loro.



2009-07-18

20 luglio 1969

40 anni fa l'uomo sulla Luna
“ un grande balzo per l’umanità”

2009-07-10

Un inferno prevedibile?
Il grosso incidente ferroviario di Viareggio riaccende il dibattito sulla sicurezza delle ferrovie.
Solamente tre mesi fa potevamo “ammirare” Silvio Berlusconi che con berretto da ferroviere e sorriso da pubblicità, inaugurava la tratta Alta Velocità Bologna-Firenze che, solo i mugellani sanno quanti incalcolabili problemi ambientali ha creato prosciugando svariati corsi d’acqua e causando così un danno notevole.
Se da un lato la TAV ci permette di vantarci, per così dire, di possedere anche noi del Bel Paese un servizio moderno ed efficiente, mi ha sempre fatto sorridere l’idea di voler fare questo balzo in avanti quando in realtà ci sono intere zone di territorio che tutt’oggi possiedono una scarsa copertura ferroviaria, al limite del ridicolo (la Sicilia è solo uno dei tanti esempi), quando spesso si viaggia su treni vecchi, sporchi, senza aria condizionata e magari in compagnia di un po’ di parassiti (come è successo di recente al malaugurato fiorentino a bordo della carrozza di prima classe sul Parigi-Firenze).
Che, insomma, manca una giusta manutenzione non pare serva una laurea per capirlo.
Allora la domanda è perché possa accadere in un paese come il nostro, neanche si fosse nel terzo mondo, un disastro ferroviario come quello di Viareggio. “Non è possibile che succedano queste cose in un Paese civile“. Lo ha detto Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, non il più acceso dei sindacalisti. E come darle torto.
Un inferno di fuoco che si è portato via 23 morti e ha lasciato molti feriti.
Si poteva evitare tutto ciò? Forse si. E nel frattempo, vergognosamente, è già cominciato il balletto delle responsabilità, dato che le carrozze di cui parliamo sono state immatricolate in Germania, da parte di una società americana con sede distaccata in Austria: si ok, ma una volta che circolano sui nostri binari sarà responsabilità delle Ferrovie dello Stato accertare che il tutto proceda per il meglio, anche perché pare che queste carrozze fossero attualmente cedute in affitto a FS logistica (gruppo delle Ferrovie dello Stato).
Un disastro semiannunciato neanche dieci giorni fa, quando due carrozze di un treno che viaggiava in direzione di Firenze, una delle quali contenente acido fluoridrico, materiale infiammabile, sono deragliate vicino Prato e solo per poco si è sfiorata la tragedia. L’incidente bloccò il traffico per ventiquattrore e in quel caso la dichiarazione dell’Aduc (Associazione per i diritti di utenti e consumatori) dichiarò: “La linea ferroviaria Firenze-Bologna è un imbuto. E come potrebbe essere altrimenti visto che è la medesima di quasi un secolo fa“.
Mancanza di manutenzione e di controlli adeguati dovrebbero essere la causa della tragedia di Viareggio, dato che si è spaccato una parte di collegamento tra una ruota e il carrello che la sostiene, parte evidentemente non verificata sufficientemente. Secondo il segreterio generale della CGIL “una tragedia annunciata” dai tanti allarmi lanciati negli ultimi mesi da ferrovieri e sindacati, che spesso denunciano misure di sicurezza insufficienti su tutta la rete ferroviaria (salvo poi esser licenziati..). Il tipo di guasto peraltro sembra essere uno dei più frequenti che fortunatamente altre volte non ha causato danni gravi come a Viareggio.
Insomma disattenzione riguardo la sicurezza e certamente molte responsabilità da verificare… sperando che il tutto non finisca nel nulla.

Scritto da: Asiadag