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13.8.08


Realtà politica




Penso che la crisi della sinistra possa essere ricercata con la natura stessa delle proprie radici e della sua esistenza dove sviluppo ed emancipazione erano state le proprie credenziali politiche.
La presenza di una forza di sinistra nell’attuale realtà politica è indispensabile, ma avrebbe l’obbligo di assimilare le realtà dei tempi reali e sociali che oggi sono totalmente cambiati.
La sinistra e il partito comunista, sono state le parti politiche sociali e culturali che si sono battute da sempre per l'emancipazione dei ceti subalterni favorendone sviluppo economico e tecnologico, questo è stato possibile in tempi recenti ma ormai passati, quando “sviluppo ed emancipazione” erano compatibili, oggi, la situazione è completamente cambiata e vengono utilizzati termini di uso comune chiamati “globalizzazione” che rappresentano fra le altre cose, il momento in cui “sviluppo ed emancipazione” si separano e si contrappongono.

Mentre fino a pochi decenni or sono lo sviluppo economico e tecnologico poteva davvero portare al miglioramento delle condizioni di vita dei ceti subordinati, oggi, sviluppo, significa attacco ai redditi e ai diritti conquistati in passato, significa attacco ai territori per le grandi opere necessarie allo sviluppo medesimo e significa degrado ambientale e sociale.

In questa situazione, volere l'emancipazione dei ceti subalterni attraverso lo sviluppo, sembrerebbe molto difficile e potrebbe apparire come una contraddizione perché o si sceglie lo sviluppo, e allora, anche se ci si illude di essere riformatori e anticapitalisti, nella realtà si sceglie la de-emancipazione dei ceti subalterni e il degrado ambientale e sociale “indicatori precisi di un diminuito benessere della maggioranza della popolazione e di una minore libertà individuale”, oppure si sceglie l'emancipazione dei ceti subalterni, e in tal caso occorre combattere lo sviluppo fine a se stesso e porsi nell'ottica delle decrescita.
La realtà di questi concetti, ha fatto si che cancellando dalla storia ciò che era stata la sinistra ed il partito comunista di tutto questo periodo, molti si sono chiesti e ancora si chiedono, se la ricostruzione di una nuova sinistra o di un nuovo partito comunista ristrutturati con le stesse teorie di allora, possa di nuovo rappresentare ciò che nel passato li vide essere parte essenziale della nostra società.

Si tratta di capire come possa essere possibile far convivere gli ideali di emancipazione, giustizia, solidarietà, in una situazione in cui non ti danno più credito.

L'attuale sistema sociale ed economico rappresenta la negazione degli ideali di emancipazione, giustizia, solidarietà, anzi, molto più di questo, esso mostra in profondità tratti distruttivi e letali, che ne fanno il nemico dell'umanità.
Sembrerebbe che oggi la difesa degli ideali di emancipazione, giustizia, solidarietà, possa essere pensata solo come contrasto e opposizione radicale all'attuale organizzazione sociale ed economica, mentre invece, bisognerebbe essere di opposizione ma in nome di un progetto di società alternativa alla attuale.
Esiste tale progetto tra le forze che la sostengono?
E’ possibile che esso possa essere elaborato in una situazione in cui le forze antagoniste sono ultraminoritarie e ininfluenti?

Nel nostro sistema sociale ed economico lo sviluppo sociale è imposto, in ogni ambito, dall'economia e dalle sue esigenze di profitto, a cosa si riduce allora la politica se vengono accettati questi principi?
…ad una pura e semplice amministrazione dell'esistente ed il cui unico ruolo è quello di gestire il consenso sociale alle politiche economiche neoliberiste.

La lenta ma costante soppressione delle conquiste ottenute nella fase sociale della storia, prosegue a ritmo costante, accettarne i metodi senza una reale prospettiva di alternativa politica, significa rendere impossibile la protesta che possa metterne in discussione l'attuale sistema.

Le difficoltà per il raggiungimento di uno sviluppo sociale sostenibile dovranno essere misurate in questi termini e ogni riproduzione del passato non è più praticabile, questo mondo è letteralmente cambiato e con esso sono cambiate le persone, la sinistra che nascerà sia consapevole di tutto questo.


3 commenti:

  1. QUESTO ARTICOLO HA IN SE TUTTO ED IL SUO CONTRARIO, HA MESSO IN EVIDENZA I MOTIVI PRIMARI DELLA FINE DEL COMUNISMO E NELLO STESSO TEMPO LO SCAGIONA DALLE SUE PRESUNTE COLPE.
    NE EVIDNEZIA LA POTENZA E NE SOTTOLINEA LE CONQUISTE, DEMOLISCE IL MODELLO ATTUALE DI SOCIETA' MA NELLO STESSO TEMPO AMMONISCE LA FUTURA SINISTRA AFFINCHE' SI ADEGUI A QUESTO MODELLO E TENGA CONTO DELLE SUE STORTURE SULLE QUALI ..DOVREBBE, SECONDO L'AUTORE, CALIBRARE LE PROPRIE PROPOSTE.
    SI CONTINUA A NON ACCETTARE L'URLO DI DOLORE CHE LA BASE DI UN PARTITO CHE, UNICO, HA IN SE QUEL CHE RESTA DEL MODELLO OCCIDENTALE DEL PIU' GRANDE E MODERNO PARTITO COMUNISTA D'EUROPA, HA EMANATO, LA RICHIESTA DI UN RITORNO AI VALORI DI QUELL'ETICA, L'ABBANDONO DEL PERCORSO CHE SCIMMIOTTAVA IL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO CHE RICOPRIVA CARICHE DI POTERE CON QUALUNQUE FORZA POLITICA PUR DI DI RICOPRIRE INCARICHI POLITICI DI POTERE.
    UN RITORNO LECITO ALLA LOTTA DI CLASSE CIVILE E COSTANTE, IL PADRONE E' NEMICO DEL LAVORATORE E AL PADRONE VA CHIESTO IL RISPETTO DELLE REGOLE !
    LA SINISTRA CHE NASCERA' NON HA NULLA DI INFANTILE IN SE , E' BEN CONSAPEVOLE DI CIO' CHE IL MONDO E' OGGI, E PROPRIO PER QUESTO RITORNERA' A RAPPRESENTARE COLORO CHE NON HANNO RAPPRESENTANZA.

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  2. ...appunto, la sinistra che nascerà!

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  3. Trovo non contraddittorio e abbastanza vicino alla realtà questa tesi riportata in questo blog, da molto tempo in Italia manca un partito di sinistra, un partito “vero” di sinistra con aspirazione di governare e non di auto escludersi come spesso gli è successo, un partito della sinistra che sappia trasmettere al popolo la propria voglia di volersi prendere quelle responsabilità che spettano a chi viene indicato per essere rappresentato, un partito della sinistra che non si riproponga con le solite vecchie logiche ma che ricercasse nei contenuti delle proprie idee un concetto più corrispondente alla realtà dei tempi contemporanei.
    Al recente congresso di rifondazione i mea culpa non ci sono stati, anzi, direi che in alcuni casi sono stati ammessi anche degli errori, ma solo per riproporsi con l’usuale e superato status di antica data e questo non è più condivisibile tra la popolazione se non tra i pochi fedelissimi.
    Questo non significa abbandonare gli obbiettivi desiderati, ma l’abbandono di vecchie ricette filosofiche che tutti noi sappiamo si.
    Gen per la sinistra.

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