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15.12.10


VENDOLA E MUSSI A PD e IDV
' COSTRUIAMO IL NOSTRO POLO '


agenzia ASCA


Sinistra Ecologia Libertà  all'indomani del voto con cui il governo ha riottenuto la fiducia.

''Il nostro giudizio e' netto: lo spettacolo e' stato quello della crisi della politica. Fini perde, Berlusconi non vince perche' ha poche prospettive, il Pd non riesce a realizzare il governo di responsabilita' nazionale per il quale aveva lavorato'',
dice Fabio Mussi all'Asca.

''Quello che ci preoccupa - aggiunge l'ex leader della sinistra Ds e oggi presidente di Sel - e' che mentre in Parlamento accadeva tutto cio', si assisteva alla ribellione di una generazione che non trova interlocutori. La prima cosa da fare e' ricostruire un centrosinistra dandogli una identita' attraente e propositiva''.

Della stessa opinione e' Nichi Vendola:
''La fuoriuscita dal berlusconismo va perseguita nel rapporto stringente tra politica e societa', con un centrosinistra che sappia trasformare il disagio e la disperazione sociale delle giovani generazioni, e di una parte immensa del mondo del lavoro e delle famiglie italiane, in una proposta credibile di alternativa. Oggi e' arrivato il tempo di aprire il cantiere dell'alternativa''.

Mussi rilancia l'ipotesi delle primarie:
''Non si tratta di fare a spallate per vedere chi prevarra'. Le primarie sono il modo piu' naturale per riattivare energie e richiamare alla mobilitazione il proprio mondo. Anche perche' e' probabile che si vada alle elezioni con tre poli. Il nostro deve rappresentare idee e bisogni PER un' Italia migliore''.

Quindi le possibilita' di un polo formato da Pd, Sel e Idv crescono? Non sarebbe un controsenso rispetto alla politica praticata dal Pd negli ultimi anni?
''Le chance che si vada a votare sono elevate. L'idea di una alleanza con noi e Idv puo' non piacere ma non mi sembra che ci siano in campo altre proposte, a meno di non pensare, come dice Veltroni, che il Pd puo' presentarsi da solo''.

La scelta che sta di fronte a Pier Luigi Bersani non e' facile: se si allea con Vendola e Di Pietro, rischia di perdere altri pezzi della propria ala moderata.
se il Pd si presenta in solitudine farebbe harakiri a causa delle legge elettorale in vigore alla Camera. Tre poli che si presentano agli elettori invece di due fanno scattare comunque il premio di maggioranza (pari al 55% dei seggi) a chi prende un voto in piu' dell'altro.
Vendola invita a una svolta nell'atteggiamento del centrosinistra: ''Basta con le acrobazie delle alleanze, con le furbizie e con le reticenze.

I professionisti della sconfitta facciano un passo indietro''.
Il leader di Sel preferisce battere piu' il tasto del rapporto tra centrosinistra e societa' che quello puro e semplice delle primarie come metodo democratico, che pure sono il suo tratto riconoscibile.

''Nel Palazzo si muore soffocati, per questo bisogna riaprire la partita andando in campo aperto.

Mi auguro che non si impedisca una discussione serena e costruttiva che inauguri la stagione della speranza. Le ragioni della politica non possono uccidere le ragioni sociali'',
spiega Vendola che in mattinata ha incontrato il segretario della Fiom, Maurizio Landini. 
Alla fine del colloquio, Landini dice che ''la sinistra deve diventare autonoma da un governo che sostiene le politiche di Marchionne e di Confindustria, fino a sfiorare la violazione costituzionale''. Per questo auspica un ruolo piu' incisivo pure di Sel.

Ma fa polemica quel riferimento ai ''professionisti della sconfitta'' fatto da Vendola. L'obiettivo, tra gli altri, e' Massimo D'Alema. L'ex ministro degli Esteri aveva definito, in interviste e dichiarazioni, ''cretinate'' le critiche a un presunto eccesso di dialogo tra il Pd e i finiani che sono state fatte da sinistra. 



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