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25.9.10


Da Rifondazione a SEL


 " le ragioni di una scelta "

Siamo compagni e compagne che in questi anni, a vari livelli, hanno partecipato e contribuito attivamente alla vita politica del Partito della Rifondazione Comunista sia a Roma che a Fiumicino.

Da circa un anno le politiche e l’agire del Partito non ci entusiasmano più, malgrado siano arrivati da più parti segnali di grande preoccupazione per una fase politica che invece richiedeva capacità di rinnovamento, di sperimentazione e di coraggio, i nostri dirigenti nazionali non hanno saputo dare alcuna risposta.

Oggi, ci sconvolge il permanere di una cultura dell’autosufficienza del gruppo dirigente a cui nulla importa se i circoli sono chiusi o non esistono più. Ogni giorno che passa perdiamo consensi e abbiamo rinunciato a riannodare le fila con la “nostra gente”.

Le masse, tanto evocate da qualcuno a Chianciano, ci hanno abbandonato.

Avevamo sperato che, dopo la disastrosa esperienza del Congresso di Chianciano, si potessero creare i presupposti per la ricomposizione di un processo di riunificazione della sinistra.

Crediamo che l’aver dato vita alla Federazione della Sinistra non abbia determinato quel salto in avanti auspicato da tanti e da tante di noi. Pensiamo invece che tale scelta abbia prodotto un ulteriore isolamento di Rifondazione che ha di fatto abbandonato il progetto, per noi vitale, di ricomporre l’unità delle forze della sinistra, anche con quella componente più vicino a noi, MPS, che oggi partecipa con altri alla costituzione di Sinistra Ecologia e Libertà, un soggetto politico che dalle ultime elezioni europee ad oggi ha saputo guardare avanti, coltivando l’ambizione di provare a rifondare una sinistra nuova, unita, plurale e soprattutto non subalterna al PD.

In questo quadro così drammatico, in cui si colloca anche la vicenda di Pomigliano che per noi rappresenta la radice fondativa del Partito della Rifondazione Comunista, si aggiunge la scelta del Segretario Nazionale di aderire alla proposta di Bersani per la ricomposizione del Ulivo attraverso uno schema vecchio, mediocre e senza futuro. Uno schema volto a salvaguardare ciò che resta del passato.

Paolo Ferrero ha scelto in solitario di rinunciare per sempre alla Rifondazione Comunista che abbiamo conosciuto: una forza autonoma, capace di grandi scommesse, di grandi battaglie e di grandi sogni.

Sono queste le ragioni per le quali annunciamo, con rammarico, per ciò che Rifondazione ha significato per molti di noi, l’uscita dal Partito e la nostra adesione al Progetto politico di Nichi Vendola.

Per questo daremo vita a Fiumicino ad un nuovo circolo di Sinistra Ecologia e Libertà con il quale ci impegneremo per ridare voce, gambe e speranza a una Sinistra Nuova.

I portavoce: Pietro Colabella, Cinzia Fanti, Francesco De Santis


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