“La più grande opera di macelleria sociale della storia italiana”.Non usa mezzi termini Nichi Vendola per definire la manovra economica 2011-2012 da 24 miliardi di euro varata dal Consiglio dei ministri. Nell’ambito di un videoforum sul tema trasmesso da Repubblica Tv, Vendola non ha risparmiato critiche alla prima bozza di quella che potrebbe essere una finanziaria senza precedenti "per entità, qualità e quantità", un segnale drammatico per il paese e per i bilanci delle Regioni.
Una manovra che per Vendola non può essere equa se non colpisce i grandi patrimoni, la rendita parassitaria e le transazioni finanziarie, invece dei pensionati e dei dipendenti, e degli invalidi per cui sarà molto più difficile accedere alla pensione di accompagnamento. E se Tremonti invita gli enti locali a gestire l’attuazione degli interventi, la risposta di Vendola è netta: "non vogliamo condividere il suicidio degli enti locali, non lo condivido e non mi assumo questa responsabilità".
Il sacrificio chiesto alle Regioni è alto: oltre 10 miliardi in due anni. Province e Comuni dovranno tagliare invece 1 miliardo e 100 milioni nel 2011 e 2 miliardi e 100 milioni nel 2012. Il rischio è che senza fondi non si possa procedere a realizzare opere pubbliche e che diminuiscano le spese per il sociale o comunque che gli enti locali siano costretti ad alzare le tasse per compensare i minori introiti statali. Critiche alla manovra arrivano anche dalla Cgil, pronta allo sciopero generale.

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