Come volevasi dimostrare, il disperato tentativo di Emma Marcegaglia e di Confindustria di ricucire lo strappo con la CGIL, si infrange dopo neppure un’ora di incontro tra le parti.
Al tavolo con le imprese metalmeccaniche i sindacati si presentano con due piattaforme separate. La prima, quella di Fim e Uilm dove rimane fedele all’applicazione del LORO modello contrattuale firmato il 22 gennaio assieme a Governo e Confindustria.
La Fiom invece ritiene non valide queste LORO nuove regole e ne chiede la cancellazione, chiede il blocco dei licenziamenti che stanno falcidiando le imprese e chiede a Federmeccanica di farsi portatrice insieme ai sindacati di una proposta al governo per estendere gli ammortizzatori sociali oltre il limite delle 52 settimane...ormai superato in molte imprese a partire dalla Fiat, propone inoltre la defiscalizzazione degli aumenti salariali contenuti nel contratto nazionale contrariamente alla diminuzione delle le tasse sui rinnovi aziendali proposte dal Governo, al fine – come ha recentemente dichiarato Sacconi – di «differenziare le retribuzioni contrattuali ».
Federmeccanica ha dichiarato non negoziabile le proposte della FIOM aggiungendo che la trattativa proseguirà con FIM e UIL Le quali, si sentono gratificate della scelta confindustriale organica alla loro...e ovviamente, senza preoccuparsi minimamente del giudizio delle parti in causa: "i lavoratori"...evidentemente qualcosa non funziona più in questa unità sindacale,...non ho parole!
Nelle industrie metalmeccaniche si profila, dunque, un accordo separato, il fallimento della trattativa avrà senz’altro conseguenze negli altri tavoli dove sono in corso i rinnovi contrattuali per oltre 10 milioni di lavoratori, incontri nei quali i sindacati si presentano spesso con piattaforme separate.
Prendendo atto del non dialogo confindustriale con la Fiom di Rinaldini, Epifani è costretto a dichiarare che non essendosi colte le aperture della Fiom teme che questo segnale possa essere molto preoccupante per il futuro tra confindustria e mondo del lavoro rappresentato dalla Cgil riguardo future trattative.