Fa caldo e qualcuno è già partito per le vacanze. Davanti ai cancelli della Innse di Via Rubattino però c’è movimento. Già alle sei del mattino arrivano le prime camionette e gli operai di turno nel presidio che va avanti da 15 mesi capiscono subito. “Sono venuti a sgomberarci” . Uno sgombero a sorpresa visto che proprio una settimana fa il consiglio regionale lombardo aveva approvato all’unanimità una mozione per assicurare la continuità produttiva dello stabilimento. Non è servita la mozione a scongiurare l’intervento delle forze di polizia che stavano eseguendo un’ordinanza dello scorso maggio per far entrare in possesso di alcuni macchinari a dei nuovi acquirenti. Silvano Genta, il proprietario della Innse (comprata per soli 700 mila euro) e colui che licenziato da un giorno all’altro tutti i lavoratori nel maggio 2008, aveva venduto una parte dei torni e delle lesatrici a due aziende, che ieri hanno mandato una squadra di lavoratori per smontarli.
I 49 lavoratori della INNSE hanno subito lanciato un appello ad amici e compagni per radunare più gente possibile davanti ai cancelli di Via Rubattino per continuare il presidio. Gli hanno anche tentato di bloccare la circolazione della tangenziale est, ma a quel punto la polizia ha caricato con i manganelli i manifestanti, costringendoli a ritornare davanti alla INNSE. Il presidio è continuato per tutta la notte e continuerà, se possibile, anche nei prossimi giorni. Questa mattina c’è stato un incontro in regione per cercare l’ennesima soluzione all’intricata vicenda della INNSE, in cui molte istituzioni si sono spese a parole, ma nei fatti non è mai cambiato niente.
Nello stabilimento intanto si organizza la resistenza a oltranza,quattro operai sono saliti nelle cabine di alcune gru alte dieci metri, dopo essersi introdotti nello stabilimento intorno alle 11.30, chiedendo che sia fermato lo smantellamento dei macchinari e minacciando in un primo momento di lanciarsi nel vuoto«Rimarremo quassù per tutta la notte e oltre, fino a che non ci sarà una trattativa vera, perché non si può smantellare una fabbrica di queste dimensioni - dice un funzionario della Fiom salito sulla gru assieme ai quattro operai»Una situazione esplosiva, in cui il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini ha chiesto «un incontro e un intervento» del presidente del Consiglio.
da cronache dallo spazio