In tantissimi ci eravamo posto molte speranze per una conclusione diversa da quel terribile congresso, qualcuno si sarebbe aspettato di costruire l’unità della sinistra proprio ripartendo da li, invece il partito numericamente più rappresentativo della frastagliata sinistra italiana si è dimostrato peggiore delle aspettative desiderate.
A Chianciano ci fu un clima insopportabile, di netta frattura tra i due blocchi, quasi da imminente scontro fisico, era stato percepito il disprezzo degli uni sugli altri, poi infine, una raffazzonata alleanza di posizioni diverse ha permesso di sconfiggere quella metà del partito che comunque aveva raggiunto la maggioranza relativa del 47 e passa per cento dei voti nei congressi di circolo…senza contare quella percentuale che avrebbe sicuramente portato ad avere la maggioranza assoluta,…appunto di quei voti annullati nella maniera più bieca in quel di Brescia, Roma e Reggio.
Vinse la paura di uscire dal recinto delle proprie certezze, la paura di mettersi in discussione con gli altri, di costruire una concreta alternativa di società, la paura di perdere la propria identità!
Si volle tirare in ballo la “politica dal basso”, “quella sul territorio”, sempre e comunque ripartendo dal rilancio e dalla centralità di Rifondazione Comunista, ma forse, molti di questi compagni non si vollero identificare con quei compagni che trovandosi in mezzo alla gente impegnata anch’essa in comitati o associazioni territoriali senza identità politica era propensa ad accettare con tutta l’evidenza del caso, come fosse cambiato il mondo in questo nuovo secolo e che quindi, non ci fossero necessariamente più bisogno di etichette identitarie per migliorarlo.
L’approvazione di quel famoso documento riuscì a spostare l’orologio del tempo indietro di almeno 30 anni, si volle creare l’illusione che per alleviare la delusione e l’irritazione per i mancati consensi elettorali, l’ora della riscossa comunista era venuta,...e invece no, i risultati sono stati modesti e deludenti, quella metà del partito ormai ridottissima, ha avuto una pesante responsabilità per come oggi si trova tutta la sinistra italiana, questa continua ricerca identitaria non produrrà politica efficace per combattere e sconfiggere la deriva populista mass-mediatica che si mangia tutto intorno a noi.
Le compagne ed i compagni che nel 2008 hanno creduto a questa favola, un giorno capiranno come il tempo continua sempre a scorrere in avanti, con o senza di loro.