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16.3.09

Fatti e non parole



" Reddito minimo garantito "

vittoria della Sinistra

"Nel Lazio il ‘reddito minimo garantito’ è ormai una realtà. Con il via libera del Consiglio regionale i disoccupati, gli inoccupati e i precari di questa regione, con un reddito inferiore ai 8.000 euro, potranno beneficiare di un assegno mensile di circa 580 euro e di una serie di agevolazioni per la fruizione di servizi primari. La Regione Lazio si prende così il merito di aver adottato una misura di civiltà degna delle più avanzate democrazie europee. Una legge fortemente voluta dall’assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi (del gruppo della Sinistra). Il Lazio si è mosso in totale solitudine visto che le risorse che verranno utilizzate provengono interamente dalle casse regionali: 20 milioni solo per il 2009, cifra raddoppiata dall’assessore al Bilancio Luigi Nieri (anche lui, non a caso, della Sinistra), ben 40 milioni di euro per i prossimi tre anni"

In questo Paese in crisi, non sola economica, ma anche di idee, è bastata una buona proposta come questa per mettere in evidenza alcune contraddizioni e debolezze dei principali schieramenti politici. A cominciare dal Pd. Che ha fatto di tutto per rivendicare la paternità di una legge che non gli è mai appartenuta. Secondo l’edizione romana del Corsera, il provvedimento è seguito al richiamo del segretario del Pd Dario Franceschini, il quale solo pochi giorni prima aveva invocato l’adozione da parte del Governo di un sussidio per i disoccupati. Così, con un colpo di bacchetta magica. Poco importa che si tratta di un disegno di legge che risale al lontano 2005, anno in cui la promotrice, l’assessore al Lavoro della Giunta Marrazzo Alessandra Tibaldi, cominciò il confronto con le associazioni sindacali, con quelle di volontariato, con i centri sociali, con le reti per il diritto alla casa. Allora chi parlava di questi argomenti era un sognatore e un estremista. La battaglia per il lavoro e quella contro i danni della precarietà sulle singole esistenze, roba per gli stucchevoli oppositori della legge Biagi e per romantici baumiani. Oggi, per uno strano scherzo del destino, la conclusione dell’iter della legge sul reddito minimo garantito, cade proprio all’indomani di questa ‘nuova’ battaglia del Partito Democratico che in massa plaude e si rivendica il risultato ottenuto. Oggi la flessibilità non è più un’opportunità, il loft non è più di moda.

Questa volta, invece, è la Sinistra che ha vinto. Ha vinto nella perseveranza e nella tenacia con cui ha condotto e sostenuto una battaglia culturale prima ancora che politica e nella concretezza con cui ha realizzato i suoi obiettivi. Il ‘leggero’ Partito Democratico ancora una volta ha dimostrato i suoi limiti. Non si può pensare di affrontare il berlusconismo con i soli strumenti della comunicazione. Qualche volta servirebbe un po’ più di coraggio. Il timore è che anche Obama, come Zapatero ieri, andranno a finire in soffitta.


"Siamo stati comunisti non per un bisogno di fedeltà al passato, ma per un bisogno di libertà del presente e del futuro. Siamo comunisti non per replicare, nei secoli dei secoli, una storia codificata, una liturgia monotona, una forma statica che contiene una verità rivelata: ma per liberarci dai fantasmi e dalle divinità di un mondo che strumentalizza la vita, mercifica il lavoro e distrugge la socialità"

VIVA LA SINISTRA UNITA

14.3.09




Nonostante il niet di Ferrero,
nulla osta europeo per la neonata lista di sinistra
« Sinistra e libertà »


"Il cammino della lista «Sinistra e libertà» parte dalla conferenza stampa di venerdi 20 marzo, dedicata a nome, ragioni sociali e simbolo della neonata formazione di sinistra.
Un cartello voluto dal Movimento per la Sinistra di Vendola, dalla Sinistra Democratica di Fava, dal Psi di Nencini e di una parte del Pdci di Katia Belillo in cui si lavora a candidature da sottoporre ad assemblee territoriali, regionali e infine circoscrizionali, il 21 marzo, ci sarà la prima uscita pubblica con una manifestazione pubblica a Roma, a piazza Farnese, cui prenderanno parte anche una serie di testimonial e simpatizzanti del mondo della cultura, dello spettacolo sostenitori dell'alleanza di sinistra.
Già definito anche il simbolo, rosso e verde, che renderà giustizia all'identità dei soci fondatori e che comunque trattasi di un cartello elettorale di sinistra e che dopo le elezioni, ripartirà per creare un partito unico di sinistra, laico ed ecologista".


Questa nuova alleanza di sinistra, almeno per ora non trova ostilità a Strasburgo e dal gruppo parlamentare GUE-NGL ed infatti, arriva se non un nulla osta, quanto meno un primo lasciapassare. Il pronunciamento ufficiale del gruppo che raccoglie sinistra europea e gli ambientalisti scandinavi arriverà solo la settimana prossima ma per ora non sembra ci siano le barricate.
Il segretario del Prc Paolo Ferrero ha inviato una lettera al presidente del GUE Francis Wurtz e a tutti i partiti della sinistra europea per informarli del «caso» Italia…ma inutilmente perché la tesi come volevasi dimostrare, è che il simbolo del GUE appartenga a tutti come singoli parlamentari ma non a qualche partito contro gli altri.
Come che sia, Roberto Musacchio e Vincenzo Aita intanto hanno ufficializzato solo ieri in sede europea la scissione da rifondazione, informando i colleghi del GUE della loro decisione di aderire al Movimento per la sinistra (Mps) di Nichi Vendola impegnandosi di rimanere fino alla fine nella delegazione italiana del gruppo precedente.
Sulla titolarità del simbolo del GUE, che il movimento per la sinistra vorrebbero affiancare in campagna elettorale a quello dei Verdi e del Pse sotto l'insegna della loro lista per le europee, pende una decisione ufficiale del gruppo che si avrà solo la settimana prossima. Almeno allo stato, le possibilità che il GUE inibisca l'uso elettorale del suo simbolo nelle urne di giugno sembrano prossime allo zero.