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5.11.08

IDENTITA'


Solo una proposta per unire la sinistra!


Il Riformista in un articolo tutto dedicato al Prc titola:

“Rifondazione per la Sinistra area Vendola verso la scissione da subito”.


Il titolo del riformista è chiaramente privo di fondamento.
Infatti come si evince dalla lettera di tutte le interviste e dichiarazioni rilasciate da esponenti della nostra area, parliamo di altro. Parliamo della necessità di ricostruire la sinistra e le ragioni di una sua utilità politica e sociale. La nostra proposta, quella di una lista unitaria nelle prossime competizioni elettorali, è una proposta che non divide ma unisce. La proponiamo a tutti i soggetti della sinistra a partire naturalmente dal nostro partito, il Prc.
Il mondo è totalmente mutato dal congresso di Chianciano: la crisi finanziaria planetaria e con essa la crisi del capitalismo, l’aggravarsi della crisi energetica, l’affermazione di Obama negli Usa, l’emergere con forza di nuovi e inediti movimenti, ci chiamano a diverse responsabilità per esistere ancora e incidere.
Non è dunque questa né una proposta velleitaria né la riproposizione di un arcobaleno in sedicesimo.
In campo c’è anche la costituzione di un’associazione: Per la sinistra. che si presenterà il 13 dicembre in una assemblea nazionale a Roma e che vive già in molti territori. Un’associazione che nasce con l’intento di favorire un luogo e uno spazio comune per tutti coloro che sono interessati alla costruzione della Sinistra, dentro il conflitto sociale, agendo nuove pratiche per l’alternativa.

Per il Coordinamento Nazionale Rps
Patrizia Sentinelli
Gennaro Migliore

1.11.08



La pensione ed il suo potere d’acquisto



In genere quando si parla di tagli alle pensioni, si pensa più ai 35/..40 anni di contributi, all'età pensionabile, e ai requisiti che servono per andare in pensione, in misura minore invece, ai tagli che hanno subito i pensionati,…si fa sempre un gran parlare degli stipendi da schifo che prendono i lavoratori e che quindi giustamente dovrebbero essere adeguati al costo della vita…io dico “devono e non dovrebbero” e giustamente si chiede anche di aumentare quelle schifezze di pensioni minime esistenti,…tuttavia, a nessuno passa per la mente, di pretendere un aggiornamento allo scarto del costo della vita anche a quei pensionati che con 35 o 40 anni di anzianità e che a causa dei provvedimenti varati dal 92 a oggi, le loro pensioni si sono ridotte quasi a misurarsi come una di quelle minime?

Per una serie di questi motivi, necessiterebbero una serie di provvedimenti fiscali per una fattiva inversione di tendenza e verso una concreta difesa del potere di acquisto del reddito da pensione la cui perdita non può più essere tollerata in quanto spinge verso forme di arretramento delle condizioni generali di vita milioni di persone.

A queste evidenti disparità, avrebbe dovuto occuparsene il governo Prodi,…ma non mi risulta che in quei venti dannatissimi mesi di governo se ne fosse occupato, in quel famoso documento di programmazione economica e finanziaria varato nel 2007 non se ne fece parola...insomma zero politica dei redditi, ancora una volta, nonostante quel programma diversamente sostenuto e firmato, si era scelta la politica dei due tempi...non voglio oggi pensare a quello che avrebbe potuto essere se quel governo fosse durato per tutta la sua legislatura,…questo non lo sapremo mai, ma ora, sperare che sia l’attuale governo di centro-destra ad adeguare le pensioni al costo della vita mi sembrerebbe veramente fantascienza,…ma siamo sicuri che le opposizioni possano acquisirne il significato?.

30.10.08

Il mostro mite



Perché l'Occidente non va a sinistra di Simone Raffaele



La deriva della sinistra...


Il mostro mite, è una illustrazione della drammaticità in cui la sinistra si dibatte ovunque dagli inizi del XXI secolo, ma da questo libro, si potrebbe trarre anche qualche spunto di riflessione diverso dai soliti luoghi comuni che liquidano la sconfitta della sinistra con parole vuote e senza contenuti di merito sugli ideali che contraddistinguono non solo un modello economico, ma una filosofia di vita.
Un primo luogo comune riguarda il fallimento della sinistra nelle sue varie applicazioni reali, dove non ha saputo interpretare i cambiamenti della società e dove non ha saputo, in definitiva, far fronte alla globalizzazione.
Il mostro mite” di cui parla Raffaele Simone, sembrerebbe essere la destra, una destra che si è cambiata d’abito, una destra che ha messo in disparte (momentaneamente) la sua vera essenza violenta, xenofoba, repressiva e reazionaria, mostrando un volto nuovo basato sulla gioia che provoca il consumismo, sul fascino dell’immagine e oggi in special modo su una idea di sicurezza che ci garantisce contro chi minaccia la tranquillità del nostro orticello.
Essere di destra significa quindi assecondare quell’istinto naturale dell’uomo che lo vuole egoista e poco attento al suo prossimo e all’ambiente che lo circonda; non bisogna fare alcuno sforzo per essere di destra o forse solo quello di rendersi conto che le risorse sulla terra non sono infinite e non possono garantire a tutti quel livello di benessere che i modelli capitalistici ci propongono, ma questo non importa basta che la politica ci illuda di dare a tutti le stesse possibilità di conquistare benessere e ricchezza che l’uomo scatena il peggio che possiede, e quindi violenza, strategie di mercato, speculazioni e guerre, bisogna uccidere per dominare, chi perde soccombe, chi vince domina è la naturale legge della giungla.
Per cui il soffermarsi a pensare che le risorse sono poche e andrebbero distribuite in maniera più giusta è solo una perdita di tempo a danno delle strategie di conquista delle stesse. Queste caratteristiche della destra spiegano anche il perché di quei “flussi migratori” di soggetti, che si definivano di sinistra, verso la destra e mai viceversa.
La sinistra al contrario, è una cosa ben diversa, perché alla base di questa forma di economia c’è un concetto poco naturale, la rinuncia, naturalmente la rinuncia di chi possiede mezzi e benessere in eccesso rispetto ad una più equa distribuzione delle risorse; essere di sinistra, significa anche saper rinunciare, a quello che per “conquista violenta” si è tolto agli altri, significa essere altruisti, onesti e disponibili ad accettare le regole di convivenza, per questo io ritengo che la sinistra in generale e purtroppo per molti, sia soprattutto una filosofia di vita. Riuscire a modificare quei punti di vista dove l’egoismo la fa da padrone dove l’economia sia più sostenibile, sia socialmente che economicamente, sarebbe già un buon punto di partenza per tutta la sinistra.