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4.7.08

Toh, chi si rivede Di Pietro e i Girotondi

Dopo le loro passate rappresentazioni per la riuscita finalmente di un grande Partito Democratico,…e nella loro storica partecipazione per la riuscita esclusione della Sinistra dal Parlamento Italiano, rieccoli comparire come d’incanto quelli che si indignano, gli intellettuali di professione, i custodi delle radici democratiche, quelli impegnati, quelli che sembrava avessero perso l’ispirazione, si unirà a loro il Di Pietro 'moviment' e ancora una volta, si indigneranno… per le leggi ad personam che questo governo di destra sta riuscendo a mettere in opera, dalla legge sulle intercettazioni a quella sul blocca processi, dal falso in bilancio...mai risolto al salva-Rete4.
Chissà, se nella loro protesta, sapranno questa volta rappresentare anche i veri problemi reali che non siano solamente i loro?

Riusciranno a parlare dei «Sacrifici in arrivo», come dichiarato da Tremonti, "di una manovra che potrebbe definirsi di lacrime e sangue"? riusciranno a ricordare che in assenza di copertura finanziaria (6 miliardi solo per il comparto sanità) prevista dal governo per il triennio 2009-2011 ci saranno altri tagli quali la probabile reintroduzione dei tiket e altro ancora? riusciranno a parlare di questa grande inflazione non più gestibile oramai dal ceto medio basso? ecc. ecc.

...viviamo nell'attesa per capire cosa sono i girotondi oggi!

30.6.08

« INTUIZIONI...!»



« Dichiarazione di Paolo FERRERO »

''Costruzione in corso della Sinistra Arcobaleno - "Ora una casa comune. Ci vediamo a Firenze " il Manifesto''.


NON CONTRADDIRTI:
DI' QUELLO CHE PENSI
E
FA' QUELLO CHE DICI!

''• Aprile 2008 - fonte: blog Ferrero - ''.

...così la pensava Ferrero qualche mese fa!


"Al termine di questa lunga campagna elettorale e nella speranzosa attesa di raccogliere un buon risultato, voglio ringraziare i compagni e le compagne che hanno convocato l’appuntamento del 19 aprile a Firenze. Mi pare possa diventare una tappa importante del percorso di costruzione della sinistra unitaria e plurale. Lo è per i tempi. Perché dobbiamo discutere da subito come andare oltre la scadenza elettorale, nel percorso intrapreso. Lo è per la cultura politica che esprime nella volontà di costruire un luogo in cui, tante e tanti, provenienti da orizzonti politici e culturali diversi, che hanno fatto in queste settimane una difficile campagna elettorale, possano ritrovarsi e discutere di come proseguire nel lavoro comune, nella costruzione collettiva. Lo è per i soggetti che lo propongono, che rappresentano un’esperienza vera di rinnovamento dell’agire politico. Lo è per la volontà esplicita di costruire un percorso dal basso, democratico e partecipato in cui partiti, associazioni, comitati, singoli e singole, possano contribuire alla costruzione di un casa comune, oltre il cartello elettorale, dove culture e diversità siano vissute come ricchezza. Dove la dialettica delle idee e delle diverse modalità dell’impegno politico possa costruire la base per nuove pratiche e nuove sperimentazioni. Sottolineo questi elementi perché a mio avviso la scommessa che abbiamo dinnanzi consiste nel coniugare positivamente l’esigenza dell’unità e il rispetto delle differenze, la comprensione che i diversi percorsi politici oggi in essere non sono un limite ma una risorsa. Lo sottolineo perché sono molto preoccupato che il giusto desiderio dell’unità porti a precipitazioni organizzative che rischiano di pregiudicare l’obiettivo. Oggi le pratiche politiche con sui si sta a sinistra sono tante e credo sia necessario cogliere questa novità evitando sia il settarismo dei partiti esistenti che l’idea palingenetica di un nuovo partito. C’è bisogno a mio parere di una casa della sinistra, in cui la molteplicità delle forme di impegno sociale, culturale e politico possano dispiegare il massimo di efficacia, costruendo al tempo stesso le modalità e le regole in modo che tutti possano contare e decidere, chi è iscritto ad un partito come chi non lo è. In questa direzione ho proposto nei mesi scorsi di ragionare sull’esempio della F.L.M., del sindacato dei consigli. Si tratta di allargare la sfera di coloro che possono partecipare al progetto politico a partire dal proprio impegno specifico. La costruzione della sinistra unitaria e plurale coincide a mio parere con la capacità di dare una risposta alla crisi della politica evitando con grande attenzione di cadere nelle semplificazioni veltroniane. Su questo percorso negli anni scorsi è nata la positiva esperienza della sinistra europea. Oggi è possibile allargare e qualificare questo percorso. A partire da queste considerazioni mi è parsa molto opportuna la convocazione dell’assemblea fiorentina e credo sia bene che tutte e tutti vi partecipino"

Ripensare una idea, vuol dire contraddirsi?


No tutto il contrario!
Vuol dire cercare di migliorarsi o cercare una migliore soluzione o prendere una nuova via e così via.
Infatti, il non cambiare mai idea è indice di testardaggine o paura di cambiamenti o mancanza di flessibilità o di spirito autocritico.
Non sono daccordo con chi grida "incoerenza,incoerenza",
...semplicemente, il proprio pensiero è in evoluzione!
Maturare le proprie idee è giusto...cambiarle in funzione degli eventi per seguirne il venticello... non va bene!
Maturare le proprie idee in funzione degli eventi...spesso significa anche evolvere...ed è sinonimo di crescita, di maturazione di riflessione, di intelligenza, di continua scoperta, di nuovi studi e ricerche....contrariamente a coloro sempre bloccati nelle proprie certezze...!

...Volevo cambiare.......ma ho cambiato idea...!