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1.11.08



La pensione ed il suo potere d’acquisto



In genere quando si parla di tagli alle pensioni, si pensa più ai 35/..40 anni di contributi, all'età pensionabile, e ai requisiti che servono per andare in pensione, in misura minore invece, ai tagli che hanno subito i pensionati,…si fa sempre un gran parlare degli stipendi da schifo che prendono i lavoratori e che quindi giustamente dovrebbero essere adeguati al costo della vita…io dico “devono e non dovrebbero” e giustamente si chiede anche di aumentare quelle schifezze di pensioni minime esistenti,…tuttavia, a nessuno passa per la mente, di pretendere un aggiornamento allo scarto del costo della vita anche a quei pensionati che con 35 o 40 anni di anzianità e che a causa dei provvedimenti varati dal 92 a oggi, le loro pensioni si sono ridotte quasi a misurarsi come una di quelle minime?

Per una serie di questi motivi, necessiterebbero una serie di provvedimenti fiscali per una fattiva inversione di tendenza e verso una concreta difesa del potere di acquisto del reddito da pensione la cui perdita non può più essere tollerata in quanto spinge verso forme di arretramento delle condizioni generali di vita milioni di persone.

A queste evidenti disparità, avrebbe dovuto occuparsene il governo Prodi,…ma non mi risulta che in quei venti dannatissimi mesi di governo se ne fosse occupato, in quel famoso documento di programmazione economica e finanziaria varato nel 2007 non se ne fece parola...insomma zero politica dei redditi, ancora una volta, nonostante quel programma diversamente sostenuto e firmato, si era scelta la politica dei due tempi...non voglio oggi pensare a quello che avrebbe potuto essere se quel governo fosse durato per tutta la sua legislatura,…questo non lo sapremo mai, ma ora, sperare che sia l’attuale governo di centro-destra ad adeguare le pensioni al costo della vita mi sembrerebbe veramente fantascienza,…ma siamo sicuri che le opposizioni possano acquisirne il significato?.

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