BIENVENIDOS

30.10.08

Il mostro mite



Perché l'Occidente non va a sinistra di Simone Raffaele



La deriva della sinistra...


Il mostro mite, è una illustrazione della drammaticità in cui la sinistra si dibatte ovunque dagli inizi del XXI secolo, ma da questo libro, si potrebbe trarre anche qualche spunto di riflessione diverso dai soliti luoghi comuni che liquidano la sconfitta della sinistra con parole vuote e senza contenuti di merito sugli ideali che contraddistinguono non solo un modello economico, ma una filosofia di vita.
Un primo luogo comune riguarda il fallimento della sinistra nelle sue varie applicazioni reali, dove non ha saputo interpretare i cambiamenti della società e dove non ha saputo, in definitiva, far fronte alla globalizzazione.
Il mostro mite” di cui parla Raffaele Simone, sembrerebbe essere la destra, una destra che si è cambiata d’abito, una destra che ha messo in disparte (momentaneamente) la sua vera essenza violenta, xenofoba, repressiva e reazionaria, mostrando un volto nuovo basato sulla gioia che provoca il consumismo, sul fascino dell’immagine e oggi in special modo su una idea di sicurezza che ci garantisce contro chi minaccia la tranquillità del nostro orticello.
Essere di destra significa quindi assecondare quell’istinto naturale dell’uomo che lo vuole egoista e poco attento al suo prossimo e all’ambiente che lo circonda; non bisogna fare alcuno sforzo per essere di destra o forse solo quello di rendersi conto che le risorse sulla terra non sono infinite e non possono garantire a tutti quel livello di benessere che i modelli capitalistici ci propongono, ma questo non importa basta che la politica ci illuda di dare a tutti le stesse possibilità di conquistare benessere e ricchezza che l’uomo scatena il peggio che possiede, e quindi violenza, strategie di mercato, speculazioni e guerre, bisogna uccidere per dominare, chi perde soccombe, chi vince domina è la naturale legge della giungla.
Per cui il soffermarsi a pensare che le risorse sono poche e andrebbero distribuite in maniera più giusta è solo una perdita di tempo a danno delle strategie di conquista delle stesse. Queste caratteristiche della destra spiegano anche il perché di quei “flussi migratori” di soggetti, che si definivano di sinistra, verso la destra e mai viceversa.
La sinistra al contrario, è una cosa ben diversa, perché alla base di questa forma di economia c’è un concetto poco naturale, la rinuncia, naturalmente la rinuncia di chi possiede mezzi e benessere in eccesso rispetto ad una più equa distribuzione delle risorse; essere di sinistra, significa anche saper rinunciare, a quello che per “conquista violenta” si è tolto agli altri, significa essere altruisti, onesti e disponibili ad accettare le regole di convivenza, per questo io ritengo che la sinistra in generale e purtroppo per molti, sia soprattutto una filosofia di vita. Riuscire a modificare quei punti di vista dove l’egoismo la fa da padrone dove l’economia sia più sostenibile, sia socialmente che economicamente, sarebbe già un buon punto di partenza per tutta la sinistra.

2 commenti:

  1. sono praticamente daccordo su tutto.
    concluderei solo con la considerazione che sarebbe il momento di ricominciare a rieducare la gente a credere possibile la realizzazione del nostro messaggio..

    RispondiElimina
  2. Meno male che sei daccordo...molti pensano invece che tutto sia dovuto,ciao

    RispondiElimina