Non voglio propagandare ne l’autore e tantomeno il quotidiano…non lo meritano, ma leggendone il contenuto, non ho saputo resistere dal commentarlo. Questo famoso opinionista non ha saputo darsi pace per quegli applausi a Michael Moore ricevuti durante la presentazione del suo ultimo film inchiesta dove viene esibito e criticato il servizio sanitario Statunitense, l’articolista opinionista si è fatto venire una crisi di nervi in piena regola, sparando a zero sul regista americano attaccandolo e apostrofandolo come l’ultimo dei «pellegrini politici» del socialismo reale e non contento, se la prende con Cuba…i diritti umani…la mancanza di democrazia e le falsità descritte nel film. Questo film inchiesta ha voluto solamente denunciare la «tratta della salute degli americani»….di quei cinquanta milioni che non si possono permettere le cure mediche e di quei 250 milioni che in teoria hanno un'assicurazione ma che in pratica, sono vittime di un sistema sanitario all'insegna del profitto: “meno ti rimborso e più utili faccio, meglio assolvo al mio compito”. Sono comunque shockato dagli argomenti e dai contenuti di questo servizio, perché tirare in ballo i problemi reali esistenti a Cuba che non centrano nulla con l’argomento trattato nel film? Forse danno fastidio le cure sanitarie che Cuba elargisce gratuitamente? Meglio sarebbe ammettere che nazioni come Francia, l'Inghilterra, Canada, Italia, con sistemi politici e maggioranze di governo diverse tra loro, sono di un altro pianeta (molto più democratico) se raffrontate con la sanità di quello che è il paese più potente, più ricco e più moderno del mondo. E’ davvero superficiale la mancanza di analisi con cui viene argomentato questo problema di così grande risonanza e che in ogni caso, mi indigna per la mancanza di rispetto verso la gente che affronta una vita reale che si scontra con la fine del mese. Giustamente si può e si deve polemizzare, criticare, discutere, insomma, è un diritto. Quello che non è giustificabile, è perché non ci debba essere il diritto alla salute. ...ma in fin dei conti, a lui che gli frega!
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