DIFENDIAMO LA TERRA PER UN DOMANI SENZA BASI DI GUERRA
Il Presidente del Consiglio Romano Prodi rendendo definitivo il via libera per la costruzione di una base militare americana a Vicenza non crea l’elemento di discontinuità necessario rispetto al precedente governo di centro-destra e personalmente sono deluso e rammaricato perché la ritengo una scelta grave e sbagliata. «E' necessario arrivare ad una ridefinizione delle servitù militari che gravano sui nostri territori con particolare riferimento alle basi nucleari. Quando saremo al governo daremo impulso alla seconda Conferenza nazionale sulle servitù militari coinvolgendo l'Amministrazione centrale della Difesa, le Forze Armate, le Regioni e gli Enti Locali al fine di arrivare ad una soluzione condivisa che salvaguardi al contempo gli interessi della difesa nazionale e quelli altrettanto legittimi delle popolazioni locali»
Questo era l’impegno scritto nel programma che l’Unione si era data con gli elettori in merito alla politica estera, erano parole chiari ed inequivocabili. Vorrei sottolineare che il problema non è Vicenza, ma nuove basi di guerra su qualsiasi territoro Italiano. Certi politici dell'Unione la smettano di prenderci in giro, non siamo scemi, mi spiace dirlo ma per quanto mi riguarda, molti di loro non sono all'altezza. Così facendo, si tradisce l’elettorato rischiando di aumentare il malcontento che genera antipolitica e scollamento della società dalle istitutuzioni. Un governo che si dice di centro-sinistra non si deve comportare così; fino ad oggi avevamo compiuto dei passi avanti in politica estera restituendo all’ Europa un po’ di autonomia ma questa misera decisione è una netta marcia indietro che complica enormemente il percorso per una politica veramente di pace. Ancora una volta ci dimostriamo succubi di queste politiche di guerre permanenti che hanno generato solo instabilità in tutto il mondo causando migliaia di vittime civili;di questo non si può essere complici, l’Italia e questo governo devono perseguire una politica di pace, l’umanità ha bisogno di questo e il nostro governo ha il dovere di impegnarsi in questa direzione! Desiderare la pace e opporsi alla politica espansionistica dei governi americani, non vuol dire essere anti-americani, vuol dire desiderio di abitare in un mondo diverso da quello che ci hanno imposto le multinazionali delle armi. Al contrario di ciò che si va dicendo, la nuova base di Vicenza, permetterà comunque, di rivendicare il proprio "contributo logistico" all'occupazione militare dell' Irak…nonostante il ritiro delle truppe Italiane.
Dicono che bisogna fare dei sacrifici per le pensioni, per la sanità e per le scuole, ma ogni anno si elargiscono per tutte le basi militari collocate in Italia, centinaia di milioni di Euro, cioé il 37% dei loro costi operativi, che in base agli accordi con il governo Usa, devono essere pagati dai contribuenti italiani!
Vogliamo un futuro fatto di pace e non di guerra!
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